\\ Home Page : Articolo : Stampa
Brevi appunti sullo scontro di fantasie
Di marcolando (del 16/04/2007 @ 22:51:02, in Think Maker, cliccato 537 volte)

Se i quotidiani fanno partecipi dei fatti, non bisogna trascurare cosa li anima. Per quando riguarda lo scontro epocale Ovest - Paesi Arabi ed in particolare Stati Uniti - Paesi Arabi credo soccorra una fantasia importante. È questa: negli Emirati si ricorre alle profondità dell'io per fare immaginare il futuro, la Realtà, la Trascendenza e Dio Stesso.

Il richiamo sessuale è dietro il velo, si intuisce dagli occhi della donna, la conquista del Paradiso è evocata dal martirio, dall'immolazione della carne come se esitesse una realtà più potente nell'individuo che si immola, la "guerra" che cominciò con l'abbattimento delle statue dei Buddha fu il segnale della novità di una Fede Maomettana capace di "uccidere" i simboli delle antiche divinità per ripristinare il "vero" Dio. Talebani, martiri di Alaxa e così via sono molto resistenti: sono guidati da una potente volontà di annientamento per costruire il Regno di Dio. Gli Stati Uniti, paese a religione protestante, in prevalenza, oggettivano l'ispirazione divina. Lo fanno con i building, con il dollaro, con le cose, con gli scandali sessuali ed i nudi femminili e lì vi si rispecchia.

La stessa distruzione pensata da questo paese come dall'Occidente, compresa la Russia, passa da un fatto: la bomba atomica. Questa è la verifica di cosa può fare la materia e di come la si può maneggiare. L'interiorizzazione è sempre parziale, occorre far parlare e far vedere i fenomeni. Questo cortocircuito basilare fortunatamente è bilanciato da Stati come la Santa Sede Vaticana, l'Egitto, gli Stati Maomettani moderati da una parte, dall'altra da vertici occidentali oculati. Secondo me il problema di questa guerra è svelare le fantasie, le molte fantasie che la animano di cui ho segnato se non uno schizzo. Ci si deve ben guardare dall' "educazione" delle nuove generazioni che crescono con tabù peggiori che non quella nostra che ha visto la nostra alienazione sociale in quello che Herber Marcuse definì bene: " L'uomo ad una dimensione", cioè il blocco sovietico e quello occidentale guerreggiati dall'angoscia della "bomba".