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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Se avete letto e condiviso il bando di questa iniziativa, ora è il momento di confessarvi. Cliccate su Commenti e, dopo aver inserito il numero di sicurezza ANTI-SPAM nella sottostante casella, scrivete la vostra confessione. Dal momento che le confessioni sono pubbliche e che non è possibile "ritrattare" o correggere quello che avete confessato, vi suggeriamo di prepararlo scritto in un file di testo e poi di fare un copia e incolla. Per ragioni tecniche, il tempo a disposizione per inserire la confessione è limitato, quindi preparate il tutto e fate solo il copia e incolla.
Se desiderate aggiungere, precisare, negare qualcosa, fate un nuovo commento.
NB Il nome può essere di fantasia, l'indirizzo e-mail può essere omesso, questo però ci impedisce di riconoscervi i meriti e darvi la giusta penitenza. In ogni caso l'indirizzo IP rimane registrato.
La sensazione della cronaca di sinistra ai fatti di China-town è stata senz'altro obsoleta. Si è di fronte ad una richiesta di riconoscimento e non di una ribellione, la modalità sembra la stessa, ma la sofferenza ha un grado più alto. Infatti se l'istinto ribelle di una collettività si fa largo è molto forte, preciso, determinato, capace di sfide, se prevale invece l'infelicità di una condizione di migrazione di popolo che chiede il modo di essere accettato con i propri stili all'interno di un altro popolo ( quello italiano ) la dimensione è lacerante e sconfina nella disfatta, nella disperazione, nell'autoabbandono oppure nella chiusura in sé.
La realtà è molto mutata: si è di fronte a popoli ( moldavi, cechi, senegalesi, marocchini, albanesi, cinesi ) che chiedono fino all'esasperazione agli italiani e non invidiano ma ammirano e si fanno in quattro pur di essere riconosciuti. Il problema del nostro Stato è non far cortocircuitare queste persone, queste etnie e non globalizzarle ma capirle. È un percorso secolare appena iniziato ed è molto importate che i due governi, nel caso cinese, si siano parlati. Non si tratta di consultazioni al vertice o di negoziati, si tratta di gettare dei ponti dove il governo cinese stesso riconosce a piena voce i propri figli in Italia. Pomarolo, 16 aprile 2007
Se i quotidiani fanno partecipi dei fatti, non bisogna trascurare cosa li anima. Per quando riguarda lo scontro epocale Ovest - Paesi Arabi ed in particolare Stati Uniti - Paesi Arabi credo soccorra una fantasia importante. È questa: negli Emirati si ricorre alle profondità dell'io per fare immaginare il futuro, la Realtà, la Trascendenza e Dio Stesso.
Il richiamo sessuale è dietro il velo, si intuisce dagli occhi della donna, la conquista del Paradiso è evocata dal martirio, dall'immolazione della carne come se esitesse una realtà più potente nell'individuo che si immola, la "guerra" che cominciò con l'abbattimento delle statue dei Buddha fu il segnale della novità di una Fede Maomettana capace di "uccidere" i simboli delle antiche divinità per ripristinare il "vero" Dio. Talebani, martiri di Alaxa e così via sono molto resistenti: sono guidati da una potente volontà di annientamento per costruire il Regno di Dio. Gli Stati Uniti, paese a religione protestante, in prevalenza, oggettivano l'ispirazione divina. Lo fanno con i building, con il dollaro, con le cose, con gli scandali sessuali ed i nudi femminili e lì vi si rispecchia.
La stessa distruzione pensata da questo paese come dall'Occidente, compresa la Russia, passa da un fatto: la bomba atomica. Questa è la verifica di cosa può fare la materia e di come la si può maneggiare. L'interiorizzazione è sempre parziale, occorre far parlare e far vedere i fenomeni. Questo cortocircuito basilare fortunatamente è bilanciato da Stati come la Santa Sede Vaticana, l'Egitto, gli Stati Maomettani moderati da una parte, dall'altra da vertici occidentali oculati. Secondo me il problema di questa guerra è svelare le fantasie, le molte fantasie che la animano di cui ho segnato se non uno schizzo. Ci si deve ben guardare dall' "educazione" delle nuove generazioni che crescono con tabù peggiori che non quella nostra che ha visto la nostra alienazione sociale in quello che Herber Marcuse definì bene: " L'uomo ad una dimensione", cioè il blocco sovietico e quello occidentale guerreggiati dall'angoscia della "bomba".
Gh'è chi che g'ha la russa* chi che g'avù l'ucràina* ti te hai ciapà la siatica: conténtete... e sta bem!
*Per i foresti (alias lettori di origine esotica): russa = roncopatia ucràina = emicrania
Sono un mediocre non amo la guerra sono un missile proprio terra-terra
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Le opinioni e i giudizi espressi in questo Blog sono dei loro autori e non rispecchiano necessariamente quelle de "Il Furore dei Libri", perché...
Le confessioni si ricevono: fino al 23 dicembre in Biblioteca, su questo Blog e per E-mail
Per consentire a tutti gli interessati di liberarsi dai loro peccati letterari, mondarsi dai sensi di colpa nei confronti dei libri, della lettura e degli autori e dichiarare i loro buoni propositi futuri
Organizziamo un Confessionale letterario
Per aderire all’iniziativa
confessati direttamente in questo Blog aggiungendo un commento alla sezione "Confessionale" oppure prendi qui il regolamento, o vai direttamente alla Biblioteca civica di Rovereto, scrivi e consegna la tua confessione, e torna in pace alla tua vita quotidiana.
Le confessioni più sincere o edificanti, saranno raccolte e pubblicate in un volume per l’educazione delle generazioni future.
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